PUMA
Istituto di Scienza e Tecnologie dell'Informazione     
Signore O. Beni culturali e semantic Web. In: Ciclo di Seminari Università degli Studi di Udine Dipartimento di Storia e Tutela dei Beni Culturali Laboratorio Informatico per la Documentazione Storico Artistica (L.I.D.A.) (Udine, 3 novembre 2004).
 
 
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Abstract
(Italiano)
Il nostro mondo è cambiato negli anni novanta con il web, i cui principi base sono: uno spazio informativo universale navigabile, l'apertura all'evoluzione delle tecnologie, la decentralizzazione, l'interoperabilità (tecnologica e semantica), l'accessibilità (web per tutti, dovunque, con qualunque dispositivo). Nel web di oggi l'enfasi è sull'interazione macchina-macchina. Nell'architettura del semantic web le informazioni sono machine processable, o machine understandable, quindi le macchine devono essere in grado di capire la semantica, espressa in modo strettamente dichiarativo e derivare conoscenza dalla conoscenza che è già sul web. I metadati sono l'elemento fondamentale di questa architettura. I beni culturali costituiscono un settore applicativo estremamente interessante, perché sono fortemente multidisciplinari e presentano un' alta valenza associativa (contesto spaziale, temporale e culturale). Tra i vari paesi o le varie scuole esistono tradizioni culturali diverse, ben radicate, che vanno accettate e comprese. Inoltre, l'informazione viene spesso strutturata e bisogna armonizzare le varie ontologie e le strutture (che veicolano una loro semantica). Il processo di gestione della conoscenza è articolato in varie fasi (recupero, rappresentazione, elaborazione, condivisione e utilizzo), e richiede di poter rappresentare dei fatti e delle regole per ragionare su di essi. Sul (Semantic) Web è importante che la conoscenza sia espressa in maniera tale da poter essere elaborata direttamente dalle macchine, in modo da poter condividere vocabolari, ontologie, regole di deduzione. In sostanza il Semantic Web, che è un' estensione del web attuale, è una infrastruttura basata sui metadati, in grado di ragionare sui dati. Per metadati si intende una descrizione dei dati (o, più esattamente, delle risorse) che può essere, a sua volta, descritta da altri metadati e così via. RDF (Resource Description Framework) costituisce la base per la codifica, lo scambio e il riuso dei metadati, e consente l' interoperabilità tra applicazioni mediante lo scambio di informazioni machine-understandable. L'aspetto interessante è che le singole comunità definiscono la semantica, e l'architettura è peer-to-peer, in cui tutti i nodi (server) hanno pari dignità. Il Semantic Web ha però bisogno anche di un adeguato supporto per descrivere le ontologie: questo compito è svolto dall' Ontology Web Language (OWL) che permette di definire le relazioni tra classi, proprietà e singoli elementi, fornendo così la base ai motori inferenziali per svolgere i loro ragionamenti. Il grado di formalizzazione dei concetti e delle loro relazioni varia da un livello minimo (lessici e tassonomie semplici) a livelli più sofisticati (thesauri) fino a teorie logiche assiomatiche. Un esempio notevole di queste è il CIDOC Conceptual Reference Model, un' ontologia basata su 81 classi e 132 relazioni, che contiene gli elementi necessari per il ragionamento spazio-temporale. In conclusione, le applicazioni nel settore dei beni culturali possono trovare nel Semantic Web il loro ambiente ideale, ma il cammino non è privo di difficoltà: occorre la marcatura semantica e sintattica del contenuto, la disponibilità di adeguati strumenti per l' analisi e la modellazione della conoscenza, la rappresentazione della conoscenza mediante un linguaggio interoperabile, e la costruzione di adeguate ontologie. Anche se la strada da percorrere è ancora impegnativa, è possibile mettere a frutto gli sforzi già compiuti dagli studiosi per rappresentare e modellare la conoscenza.
URL: http://www.w3c.it/talks/udine2004/
Subject Web technologies
H.5.2 User interfaces


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