PUMA
Istituto di Scienza e Tecnologie dell'Informazione     
Ammannati P., Azzarelli L., Chimenti M. Processi automatici o interattivi nell'elaborazione di immagini in oftalmologia. In: Atti della Fondazione Giorgio Ronchi, vol. XLVI (5) pp. 695 - 734. Fondazione Giorgio Ronchi, 1991.
 
 
Abstract
(English)
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Abstract
(Italiano)
Nell'ambito di una collaborazione scientifica fra l'Istituto di Elaborazione della Informazione e la Clinica Oculistica, sono in atto da diversi anni proficue attività di ricerca e sviluppo orientate verso lo studio e l'implementazione di sistemi informativi e metodiche di analisi digitali applicabili nell'indagine e nell'analisi del fondo oculare. Con queste attività sono stati conseguiti interessanti risultati teorici ed applicativi, in parte già pubblicati su questa rivista, che attualmente vengono sfruttati in via sperimentale sia nella prassi diagnostica sia nella ricerca clinica. Sulla base di esperienze condotte in diversificate applicazioni, in questo lavoro viene presentato uno studio critico sulle potenzialità offerte dalle metodiche numeriche di analisi e sulle limitazioni imposte in genere dalle procedure di indagine comunemente impiegate dalla prassi clinica; queste infatti, a causa delle peculiari caratteristiche di soggettività e interazione operativa, possono condizionare pesantemente l'efficienza e l'affidabilità dei processi di analisi digitali. In particolare nel lavoro vengono presentate le principali tecniche impiegate nell'indagine del fondo oculare per la prassi diagnostica, e vengono esaminate le caratteristiche e i processi che possono condizionare il livello di automatismo e l'oggettività di analisi ottenibili mediante l'impiego delle metodicbe di elaborazione digitale di immagini retiniche. Al fine di mettere in evidenza gli aspetti di criticità propri delle metodologie di analisi automatica o interattiva, dalle esperienze condotte sono stati estratti tre studi svolti su un congruo numero di casi relativi a distinte e diffuse patologie: l'occlusione artero-venosa, la maculopatia ischemica e la retinite pigmentosa. Questi particolari esempi sono stati scelti sia perché le metodiche di analisi numerica che sono state specificatamente sviluppate costituiscono la base elaborativa di processi più generali, sia perché mettono bene in evidenza le potenzialità e i limiti del trattamento numerico delle immagini fluorangiografiche.
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